Jun 5, 2023

Dal washing al ghosting: neanche il Pride si salva

Nell’epoca in cui domina il fascino per l’effimero anche l’engagement è a tempo determinato. Questo fenomeno non risparmia le tematiche sociali che, come le mode, quando non vanno più di tendenza cadono nell’oblio.

 

A giugno, puntuali come orologi svizzeri, i social si colorano di tinte arcobaleno per celebrare il mese del Pride. In questo periodo numerosi brand e influencer si uniscono al coro per sostenere la comunità LGBTQ+, ma spesso sembrano farlo solo per aumentare la propria visibilità. 

Negli anni, il Pride ha subito un’evoluzione che ha portato a un aumento della commercializzazione da parte di molte aziende.  Queste hanno cercato di cavalcare l'onda del successo del Pride creando prodotti e campagne che all’apparenza sembrano sostenere la comunità LGBTQ+, ma che spesso si rivelano essere solo strategie di marketing superficiali. 

Come distinguere chi lo fa in buona fede da coloro che cercano solo un guadagno? Una cosa è certa, indurre dei potenziali clienti a credere che un marchio sia impegnato attivamente nel sostegno di tematiche sociali più di quanto non lo sia in realtà, solo per aumentare le proprie entrate, è fare washing. Se poi è l’onda del Pride a essere cavalcata per guadagnare, si tratta di un rainbow washing a tutti gli effetti. 

Perché quando ci sta a cuore un tema socialmente rilevante ne parliamo solo se fa comodo, giusto? Infatti, una volta che la causa perde popolarità molti abbandonano la nave, concretizzando il loro impegno in un attivismo superficiale e passeggero che, nel caso del Pride, si conclude con l’inizio del mese di luglio. 

Da quel momento in poi, scompaiono le tinte arcobaleno e i profili social di molte aziende tornano alla loro palette quotidiana. Qui è dove il washing si trasforma in ghosting, un fenomeno che si manifesta quando qualcuno o qualcosa viene ignorato o escluso senza spiegazioni o giustificazioni. 

Quando però a non venir più considerato è il Pride, un’occasione nata per celebrare l’identità e i diritti delle persone LGBTQ+, per festeggiare le diversità, combattere l’omofobia e la transfobia, e per promuovere l’accettazione e l’uguaglianza, il rischio è quello di innescare una pericolosa reazione a catena di distacco e discriminazione. 

Il rapido abbandono e la dimenticanza possono indebolire l'efficacia del movimento, riducendo l'attenzione e le risorse necessarie per sostenerlo. Per fortuna, nonostante la prevalenza di un engagement effimero, esistono persone e organizzazioni che mantengono un impegno autentico verso le tematiche sociali, indipendentemente dalla loro fugace popolarità. Guidati dalla loro passione e dalla consapevolezza dell'importanza di affrontare le questioni sociali a lungo termine, sono coerenti e costanti nel loro impegno al di là delle mode e delle tendenze superficiali.

Tutti dobbiamo porci delle domande su come mantenere un sostegno costante, promuovendo una consapevolezza a lungo termine e un cambiamento effettivo nella società. Perché anche se il movimento per i diritti LGBTQ+ ha compiuto progressi significativi negli ultimi decenni, rimane ancora molto lavoro da fare per raggiungere una piena uguaglianza e accettazione nella società. 

Basta guardare il Rapporto annuale 2023 ILGA-Europe sulla situazione dei diritti umani delle persone LGBTQ+ in Europa e Asia centrale, secondo cui il 2022 è stato l'anno più violento degli ultimi 10 anni per la comunità.  

Fra le varie violenze compiute, il rapporto ha inoltre rilevato due attacchi terroristici nelle vicinanze di locali frequentati dalla comunità LGBTQ+, sia in Norvegia che in Slovacchia. Eventi che hanno causato la perdita di 4 vite e 22 feriti. 

Solo attraverso uno sforzo collettivo possiamo costruire un mondo in cui tutti siamo liberi di amare, vivere e celebrare la nostra identità senza paura di discriminazioni o pregiudizi. Per questo noi ci impegniamo a sostenere la causa tutti i mesi dell’anno, non solo a giugno. 

- Reverse Studio

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